La 95ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba chiude nel segno del “Profondo Rispetto”
Si è conclusa l’8 dicembre, dopo nove settimane di programmazione diffusa, la 95ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, riaffermando il proprio ruolo di manifestazione enogastronomica più lunga e strutturata d’Italia e tra le più riconosciute a livello internazionale.
Un’edizione che ha celebrato anche un anniversario simbolico — i 35 anni dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo — e che ha scelto come filo conduttore il tema del “Profondo Rispetto”, trasformando il tartufo in chiave di lettura etica, culturale e ambientale del territorio.
Numeri e pubblico: una fiera sempre più globale
I dati confermano la solidità del format: circa 90.000 ingressi al Mercato Mondiale del Tartufo, in lieve crescita rispetto all’edizione precedente, e una presenza complessiva di visitatori provenienti da 70 Paesi.
Particolarmente significativo il dato relativo alle attività esperienziali, che nel 2025 hanno registrato una partecipazione straniera pari al 70%, a dimostrazione di una capacità di attrazione internazionale non solo turistica, ma culturale e professionale.
Alba si è così confermata non soltanto come luogo di commercializzazione del Tuber magnatum Picco, ma come hub narrativo e culturale, capace di estendere la Fiera a borghi, castelli, musei, teatri e paesaggi UNESCO, costruendo un racconto territoriale coerente e riconoscibile.
Un’edizione che parte dalla comunità
Il tradizionale Capodanno del Tartufo, celebrato il 30 settembre con la “Notte del debutto”, ha segnato simbolicamente l’avvio della stagione di cerca in Piemonte, coinvolgendo trifolao e tabui di Langhe, Roero e Monferrato in un momento di forte valore identitario.
L’apertura alla comunità — con Open Day, incontri pubblici e iniziative culturali — ha ribadito la volontà dell’Ente Fiera di mantenere saldo il legame con il tessuto locale, pur in una dimensione sempre più globale.
Sostenibilità e dimensione internazionale
Uno dei passaggi più rilevanti dell’edizione 2025 è stato senza dubbio la firma del Memorandum d’Intesa triennale tra l’Ente Fiera di Alba e UNITAR (Nazioni Unite), avvenuta in occasione dell’inaugurazione ufficiale.
Un accordo che proietta la Fiera in una dimensione sovralocale, collegando il territorio albese a progetti globali su biodiversità, educazione, sicurezza alimentare e valorizzazione culturale, rafforzando il posizionamento del tartufo come simbolo di sostenibilità e responsabilità.
Il Mercato del Tartufo e la qualità certificata
Cuore operativo della manifestazione, il Mercato Mondiale del Tartufo ha continuato a rappresentare un unicum a livello internazionale per trasparenza, autenticità e garanzia qualitativa, grazie al presidio dei Giudici di Analisi Sensoriale del Centro Nazionale Studi Tartufo.
Accanto al Mercato, la rassegna Albaqualità ha messo in luce le eccellenze agroalimentari piemontesi, rafforzando il dialogo tra tartufo e filiere locali d’eccellenza.
Esperienze gourmet, vino e alta gastronomia
Grande successo per i Cooking Show della Sala Beppe Fenoglio, sempre sold out, con la partecipazione di chef di rilievo nazionale e internazionale, affiancati dagli studenti di Alba Accademia Alberghiera.
Si è consolidato inoltre il progetto Taste Lab – Castello di Roddi, con cene, corsi e format esperienziali come il “Tramonto Gourmet”, mentre le Cene Insolite hanno portato l’alta cucina sul palco del Teatro Sociale “Busca”.
Di rilievo anche il progetto Truffle and Wine, sviluppato insieme ai principali consorzi vitivinicoli del territorio, e l’asta Barolo en Primeur al Castello di Grinzane Cavour, momento di valorizzazione enologica ad alto profilo culturale.
L’Asta Mondiale del Tartufo: valore economico e solidarietà
La XXVI Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba ha confermato la propria vocazione filantropica e internazionale, collegando Alba a metropoli globali come Hong Kong e Rio de Janeiro.
Il primo lotto, battuto a 110.000 euro, ha contribuito a un incasso complessivo di 502.000 euro, destinato a progetti benefici internazionali, rafforzando l’immagine della Fiera come evento capace di coniugare eccellenza e responsabilità sociale.
Cultura, folklore e identità
Accanto alla dimensione gastronomica, la Fiera ha rinnovato il proprio rapporto con il folklore cittadino: dalla Giostra delle Cento Torri al Palio degli Asini, dal Baccanale dei Borghi al Festival della Bandiera, Alba si è trasformata in un grande palcoscenico identitario.
Importante anche il programma culturale, con mostre, conferenze e incontri dedicati al paesaggio, alla sostenibilità e al patrimonio UNESCO di Langhe, Roero e Monferrato.
Alba, capitale culturale del tartufo
La 95ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba si chiude con un bilancio solido e una visione chiara: il tartufo non è solo prodotto, ma chiave culturale, ambientale ed economica per interpretare il territorio.
L’edizione 2025 ha dimostrato come una fiera storica possa rinnovarsi senza perdere identità, rafforzando il proprio ruolo di modello internazionale per la valorizzazione del tartufo e delle comunità che lo custodiscono.
Un appuntamento che continua a dettare standard, non solo nel mondo del tartufo, ma nel più ampio panorama delle manifestazioni enogastronomiche europee.


















