Speciale Report: il valore del tartufo italiano e l’esigenza di un racconto completo

La Federazione nazionale delle associazioni tartufai italiana (Fnati) vuole precisare alcuni punti a seguito del recente servizio trasmesso da Report su Rai 3. L’inchiesta, focalizzata sulla tracciabilità e sulla provenienza del tartufo, ha sollevato temi complessi riguardanti l’ingresso di prodotti esteri sul mercato nazionale e le dinamiche della loro commercializzazione.
Il servizio ha toccato da vicino il sistema delle fiere e dei mercati, citando anche realtà di eccellenza come Alba. In questo contesto, sebbene emergano le naturali preoccupazioni legate alle sfide del mercato globale, le istituzioni locali hanno colto l’occasione per ricordare il costante impegno nei controlli e la selezione rigorosa operata dagli esperti per garantire la qualità nelle sedi ufficiali.
Tuttavia, la Fnati ritiene che la narrazione proposta possa beneficiare di una visione più ampia, per evitare che l’intero comparto venga percepito sotto una luce parziale. Il Presidente Fabio Cerretano ha sottolineato l’importanza di proteggere il percorso di tutela della “cerca e cavatura”, evidenziando come una rappresentazione orientata prevalentemente agli aspetti critici rischi di non rendere giustizia al mondo dei tartufi nella sua interezza.
“Il nostro settore,” ha dichiarato Cerretano, “è fatto di storie, tradizioni e di un impegno quotidiano che va ben oltre la dimensione commerciale. Ci auguriamo che venga sempre valorizzato quel bagaglio di saperi e di identità che rende unica questa attività, mettendo in luce non solo le logiche economiche, ma anche il profondo valore umano del settore. Allo stesso tempo auspichiamo che vengano effettuati i dovuti e necessari controlli per evitare che il mondo del tartufo venga infangato per mere logiche di mercato”.
Secondo la Federazione, è fondamentale proteggere gli sforzi che hanno portato il tartufo a essere riconosciuto come patrimonio immateriale dell’Unesco. Un traguardo che celebra un’identità culturale radicata nel territorio, la quale merita di essere raccontata con equilibrio.
La Fnati ribadisce quindi l’invito a un’informazione che sappia integrare l’analisi delle criticità con il riconoscimento del valore culturale e sociale di una pratica che l’Italia ha il compito di custodire e promuovere con orgoglio.

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