Amandola punta sul tartufo: il nuovo museo pronto per l’estate
Amandola si prepara a consolidare il suo ruolo di capitale del tartufo dei Monti Sibillini con l’apertura del nuovo Museo del Tartufo. L’annuncio è arrivato nei mesi scorsi in occasione della settima edizione per Diamanti a Tavola, che si svolge ogni anno nel Comune in provincia di Fermo, nelle Marche, dal sindaco Adolfo Marinangeli in occasione dell’apertura del festival locale, confermando che il traguardo è ormai imminente. La struttura, che fa parte della rete museale RAM (insieme ai comuni di Rotella e Montedinove), punta a diventare il fulcro della narrazione territoriale entro la prossima edizione estiva della rassegna.
Un percorso tra cultura e identità
Il progetto non si limita a celebrare il prodotto, ma mira a tutelare e promuovere la cultura che lo circonda. Uno dei pilastri del percorso espositivo sarà dedicato alla cavatura, pratica recentemente riconosciuta come patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco. Il museo offrirà ai visitatori una visione a 360 gradi, collegando l’aspetto gastronomico alla biodiversità e alle tradizioni secolari della zona.
Ricerca e didattica
La strategia di Amandola per rendere il tartufo protagonista tutto l’anno passa anche per il supporto tecnico del centro sperimentale di tartuficoltura. Questa struttura svolge un’attività di eccellenza nel monitoraggio e nello studio delle specie locali, garantendo una base scientifica alla valorizzazione del prodotto.
Parallelamente, il Museo “Tesori del Gusto” ha già avviato iniziative didattiche per coinvolgere le nuove generazioni e i turisti. Un esempio è il laboratorio “Impronte di bosco: l’albero ed il suo amico tartufo”, dove attraverso la manipolazione dell’argilla si esplora il legame simbiotico tra il fungo ipogeo e le piante del bosco.
L’amministrazione comunale vuole creare in questo un sistema integrato dove il museo diventi il punto di incontro tra la tutela ambientale, l’esperienza sensoriale e lo sviluppo economico del territorio.