Dal Bosco all’Ariston: Leo Gassmann e il Segreto dei Tartufi
C’è chi cerca l’ispirazione chiudendosi in uno studio d’avanguardia e chi, come Leo Gassmann, preferisce indossare gli scarponi e immergersi nel fango. L’ultima rivelazione del cantautore romano ha del surreale, ma racconta molto della sua nuova direzione artistica: le canzoni che hanno segnato il suo ritorno, inclusa la partecipazione a Sanremo 2026, sono nate tra i boschi, durante sessioni di caccia al tartufo.
Un’amicizia “Naturale”
Il complice di queste spedizioni è l’amico e collega Fasma. I due, legati da un rapporto che va ben oltre la musica, hanno passato mesi a girare l’Italia a bordo di un furgone, riscoprendo il contatto con la terra. Proprio tra una “scavata” e l’altra, nel silenzio della natura, sono nate le melodie di “Vita vera paradiso”, il suo ultimo album. “Abbiamo scritto canzoni ovunque: davanti a templi abbandonati o cercando tartufi,” ha raccontato l’artista. Non è un caso, quindi, che il brano portato sul palco dell’Ariston si intitoli proprio “Naturale”. Una scelta che riflette il desiderio di Gassmann di spogliarsi dei sovrastrutture e ritrovare un’autenticità quasi ancestrale.
La musica come rito collettivo
Questo approccio “wild” alla scrittura segna una svolta per Leo. Se in passato lo abbiamo visto come il giovane talento pop di Terzo Cuore, oggi troviamo un uomo che trova il ritmo nel calpestare le foglie secche. La ricerca del tartufo diventa così la metafora perfetta per il suo processo creativo: scavare a fondo, con pazienza e un pizzico di fortuna, per trovare qualcosa di prezioso e nascosto sotto la superficie. Mentre il brano “Naturale” continua a girare in radio, Leo Gassmann dimostra che per scalare le classifiche, a volte, bisogna prima saper scendere nel bosco.