Fnati alza la voce: il tartufo italiano è sotto attacco e non permetteremo che venga svenduto
La FNATI esprime la sua ferma e totale opposizione alle recenti posizioni assunte dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) in merito alla commercializzazione del tartufo. Con il provvedimento ministeriale del 23 ottobre 2024, il ministero aveva equiparato il tartufo a un prodotto ortofrutticolo ai sensi del Regolamento UE 1308/2013. Questa interpretazione, già contestata da Fnati, è stata confermata dal Dipartimento nelle comunicazioni successive. Una scelta che per Fnati di fatto rende inefficaci i calendari di raccolta regionali e autorizza la commercializzazione del prodotto durante tutto l’anno.
Il presidente della Fnati, Fabio Cerretano, ha denunciato con forza l’inaccettabile deriva intrapresa dal ministero. “La cosiddetta “coltivazione in bosco” non esiste ed è un concetto fuorviante”, ha spiegato, “utilizzato solo per favorire l’accaparramento di una risorsa comune che appartiene al patrimonio identitario, culturale e turistico dell’Italia.
Questa interpretazione ministeriale apre la porta a frodi alimentari su larga scala.
Cerretano ha inoltre evidenziato che “si permette la vendita di tartufi immaturi, raccolti illegalmente fuori stagione, che vengono fatti passare illecitamente per prodotti coltivati. In questo modo, si distrugge la qualità del tartufo italiano e si danneggiano i tartufai che rispettano le regole. Il provvedimento ignora palesemente la Legge 752/1985, che stabilisce criteri chiari per la tutela e la raccolta del tartufo. Una circolare ministeriale non può sovrascrivere una norma nazionale né annullare i calendari regionali previsti per salvaguardare l’ambiente e la riproduzione naturale del fungo”.
Il presidente di Fnati, che ha raccolto il malumore crescente dei tanti addetti ai lavori del mondo del tartufo ha ribadito la volontà di andare avanti e di non fermarsi davanti a quanto sta accadendo nell’interesse della Cerca e cavatura del tartufo.
“La Fnati non accetta questa decisione”, ha concluso Cerretano, “la nostra battaglia continua a difesa della cerca e cavatura del tartufo, pratica riconosciuta come patrimonio immateriale Unesco. Chiediamo al Ministro Lollobrigida un intervento deciso per proteggere l’eccellenza italiana e non piegare le regole del settore agli interessi di pochi. Il tartufo non è un semplice ortaggio e non permetteremo che venga svenduto”.